Articolo pubblicato sulla rivista Stargayte – Marzo 2006 – rubrica TRAl’altro
Ricordo molto bene alcune “prime uscite” di amiche travestite over quaranta, la loro goffaggine, i loro timori, le loro emozioni, la loro gioia di una realizzazione ed infine il desiderio di ripetere questa meravigliosa esperienza.
Una amica cinquantenne, dopo una serata, la sua prima volta, al rientro a casa mi disse che non voleva struccarsi e andare a letto: “mi sento così bene e così bella così!”.
Infatti dopo il periodo adolescenziale la persona che non ha accettato la propria identit? di genere sempre pi? spesso si trova in situazioni di disagio interiore, la mancata affermazione di un aspetto della propria identit? ? sempre forma di disagio e l?identit? di genere ? fra queste.
Spesso, anzi spessissimo, si ha a che fare con persone completamente incoscienti della vera propria identit?, non solo di genere. Il disagio interiore, si sommer? agli altri aspetti negati della propria individuale identit?.
Alcuni manifesteranno una sofferenza che potr? anche provocare conseguenze psichiche pi? importanti. In alcuni casi, eventi della vita quotidiana potrebbero avere conseguenze inaspettate per persone incoscienti della propria identit?, in altri casi si potrebbe instaurare quel desiderio di conoscenza finora negata.
In questo ultimo caso, una volta compreso che la propria identit? di genere non ? corrispondente a quella fisica si subir? una sofferenza da mancata realizzazione.
La conseguenza pi? tipica ? la ricerca di soluzioni immediate, veloci e spesso incontrollate per ottenere quanto fino a quel momento ci si ? negato.
Questo ? un fenomeno che si manifesta frequentemente dai 35-40 anni di et? in su, anche fin oltre i 60 anni di et?.
Questa spasmodica corsa alla riconquista di quanto negatosi fino ad allora pu? portare a utilizzare prodotti, interventi chirurgici o medicine senza controllo medico in totale libert? dell?individuo, per mezzo di passaparola o con fonti trovate all?estero via internet, ma senza conoscenza.
Capita anche abbastanza di frequente di incontrare persone che durante la loro esistenza passino tranquillamente da una identit? all?altra. Questi sono persone che hanno una identit? di genere al limite tra quanto espresso dal loro sesso di nascita all?altro sesso e riescono a stare periodi tranquillamente nella sfera delle abitudini del proprio sesso alternando questi a periodi di tranquilla ?evasione? verso l?altro sesso.
Tra tutti quelli che potenzialmente hanno una diversa identit? di genere e non hanno mai cercato aiuto in quanto inconsapevoli sia per le condizioni esterne, che per cultura, o anche per educazione, ecc., alle possibili strade che potrebbero percorrere per sopperire al disagio, c?? chi subisce il rischio di giungere a situazioni di stati di ansia e depressione.
Altri possono degenerare in un tale rifiuto del s? che ricorrono a forme di violenza interiore o esteriore, intendendo in queste le violenze rivolte verso s? stessi o verso gli altri.
Anche qui bisogna specificare che il ricorso alla violenza esteriore o interiore avviene in molti altri casi di disagio derivante dalla mancata consapevolezza della propria identit? anche non di genere.
Si ricorda che una tra le meno constatate forme di violenza esteriore ? la violenza familiare, non ? ancora possibile stabilire con certezza le violenze che avvengono all?interno delle famiglie, infatti tutti gli istituti accreditati di indagine effettuano solo stime del fenomeno.
Purtroppo, pur rimanendo stime, sono decisamente allarmanti.
Jasmine

io ho letto qualcosa su genere e sesso.. società.. ho scritto qualcosa sul mio blog http://soleoltrelenuvole.splinder.com/ se t va dacci un occhiata.. poi ne parliamo