E’ un momento difficile per me, ma anche per molte persone che si travestono comprendendo cosa ciò significhi, oltre ovviamente a chi invece desidera effettuare il percorso di riassegnazione del sesso.
Leggo l’articolo (Allegato 1) reperibile a questo link:
http://coordinamentosylviarivera.blogspot.com/2010/01/i-puntini-sulle-i.html
Leggo anche una risposta (Allegato 2), reperibile a questo link:
http://congressotransessualitransgende.blogspot.com/2010/01/risposta-i-puntini-sulle-i-di-porpora.html
Sono inquieta.
Perchè si deve leggere ore e ore considerazioni personali, al limite del vittimismo o peggio, di solitaria autostima dal solo fine di essere considerate “dirigenti” perdipiù di un movimento inesistente.
Si prendono in considerazione cose come filosofia e politiche … mi domando cosa centrano con la difesa dei diritti e il diritto al benessere che NOI non abbiamo!!!
Molte delle contestazioni indicate nel primo articolo dal MIT sono rivolte a me. Probabilmente anche a ragione, ma mi sfugge l’utilità di non citarmi e non esplicitare errori da cui migliorarsi.
Daltronde una critica così, cioè senza nomi esplicitati, è rivolta a chi “sa” o a chi le cose scritte le ha fatte.
Non sarò certo io quella che alimenta la polemica e “svela” i retroscena e le criticità delle varie associazioni o dei movimenti, ancora una volta dimostrando la mia personale correttezza coerenza e ininterferenza verso le altrui scelte. Così come sarò sempre riconoscente al lavoro, alle azioni e all’esistenza del MIT e per tutto ciò che ha fatto.
Mi sono allontanata dalle “lotte politiche” perchè hanno urtato il mio sistema nervoso a tale punto da farmi stare malissimo.
Non sono così masochista da restare in queste “gabbie” che non cercano altro di trovare errori e difetti nelle scelte, nelle azioni, parole e intenti altrui.
Non sono debole, non lascio perchè non “reggo”, lascio per stare meglio.
Le vostre espressioni sono troppo lunghe e contorte, troppe spiegazioni … ma perchè? Nessun* allenta mai la discussione e alla fine sono certa che chi ci rimette saranno solo le persone che della propria identità di genere ne fanno una “allegra confusione entusiastica”, cioè quelle persone che nelle associazioni potrebbero trovare “supporto” e aiuto.
Proverò a lavorare per loro, nella nostra associazione e con le istituzioni locali disponibili, fino a quando mi sarà possibile.
Jasmine
Allegato1
Allegato 2





Articolo pubblicato sulla rivista