
Articolo tratto da www.aprileonline.info a cura di Strega Maligna, il 20 marzo 2007
Effeminatezza ed androginia attengono alla sfera del comportamento, più virile o più femminile, secondo i canoni culturali che vengono attribuiti in un certo paese e in una certa epoca, quindi a seconda anche della moda e dei mass media.
Ermafrodita è invece una persona che nasce con gli organi genitali esterni ed interni contemporaneamente sia di tipo maschile (pene, testicoli, prostata e scroto) sia di tipo femminile (vagina, piccole e grandi labbra, utero).
L'omosessualità attiene invece ai gusti personali ed all'orientamento sessuale insieme alla bisessualità ed all'eterosessualità e quindi significa che una persona è attratta sessualmente da un'altra persona dello stesso sesso (omo), dell'altro sesso (etero), o da entrambi (bisex).
Sgomberato il campo da tante parole e concetti che farebbero confusione e che non hanno a che vedere né con il transessualismo né con il transgenderismo, possiamo a questo punto approfondire questi soli argomenti, che hanno a che fare propriamente con l'identità di genere. Da sempre l'essere umano ha potuto giocare o desiderare o sognare trasformazioni di ogni tipo del proprio corpo fisico: essere più alti, con un naso alla francese, con i seni gonfi o con un altro colore della pelle. E' sempre avvenuto che sognasse anche cose impossibili come le chimere, le sirene o gli angeli, cioè unioni fantasiose tra animali o di animali con esseri umani.
Da sempre l'essere umano ha potuto usare l'abbigliamento, il trucco ed altri espedienti per potere mimare queste trasformazioni della propria persona come avviene nel teatro o come avveniva nelle corti regali. E' famoso il nonno di Alessandro Magno, che si abbigliava appunto come una donna ed abbondava fino all'eccesso di trucco, profumo, sete preziose e gioielli, ed è noto che all'epoca di Shakespeare toccava agli uomini interpretare sulla scena tutti i ruoli inclusi quelli di Giulietta e di Desdemona.
Solo da una cinquantina d'anni la tecnica chirurgica e la ricerca medica permettono finalmente delle reali e significative trasformazioni fisiche, metaboliche e ormonali negli esseri umani. Di questo beneficiano i divi del cinema come le persone gravemente ustionate, le persone operate per tumori ed i giovani con evidenti difetti fisici, fino appunto ai transessuali, senza nessuna distinzione. Lo stesso dicasi per gli ormoni usati in molti tipi di terapie mediche. I beneficiari della chirurgia estetica, come di quella ormonale, sono dunque milioni di persone che in qualche modo possiamo considerare insieme ai transgender ed ai transessuali: tutti sentono il bisogno di cambiare in qualche modo il proprio corpo, per motivi estetici o di salute. Le trasformazioni del proprio aspetto o del proprio corpo o della propria identità di genere sono ovviamente numerose e varie e ne fanno uso milioni di persone attraverso i più vari strumenti, che vanno appunto dall'abbigliamento, al trucco, alle parrucche, agli arti posticci, alle cure ormonali, ai primi lievi interventi di chirurgia estetica, fino alle grandi operazioni di trasformazione ed infine (questa sì solo per i transessuali) alla castrazione con radicale cambiamento dei genitali esterni.
La maggior parte delle persone fa uso di questi strumenti, reversibili e superficiali alcuni, irreversibili e radicali altri, nel verso della propria identità di genere, quella cioè codificata dai geni: XY nel maschio ed XX nella femmina di ogni mammifero. I transgender e i transessuali, come appunto dice la parola stessa, e che pertanto sono una minoranza, fanno un uso di transizione e trasformazione del proprio corpo nella direzione della opposta identità di genere (che sarà detta M.> F oppure F > M a seconda della partenza e dell'arrivo delle trasformazioni).
Non è vero che tutti quanti i trans vogliano arrivare alla trasformazione radicale dei genitali esterni, ma tutti sicuramente sentono in qualche modo di non appartenere in parte o per niente all'identità di genere codificata dai propri cromosomi. Questa grande varietà di sentire, che ha appunto tante sfumature e che solo nella minoranza dei casi arriva alla castrazione, ha sempre creato molte ansie e dubbi nella società, nei medici e negli psicoterapeuti, generando le più feroci forme di esclusione sociale e di razzismo in chi, non capendo il significato di certe scelte, ha sempre emarginato il "diverso". Anche la stampa, usando solo le immagini dei trans, ovviamente presenti durante i cortei dei gaypride, stigmatizza ulteriormente la loro diversità creando messaggi confusi a danno sia degli omosessuali sia degli stessi transessuali e transgender.
La diversità del trans sta appunto solo nel desiderio di cambiare in qualche modo e fino ad un certo punto la propria identità di genere: l'essere costretti alla prostituzione, alla povertà e all'ignoranza è una conseguenza dell'esclusione sociale. Questa trasformazione è un percorso, come già detto in precedenza, che segue determinati passaggi, sempre più radicali e irreversibili, e parte molto precocemente, spesso durante l'infanzia, laddove le differenze di genere sono sottolineate in modo artificiale solo dagli adulti. A questo periodo, raramente percepito dal di fuori in modo evidente perché i bambini giocano su tutto, segue in modo drammatico l'adolescenza quando i cambiamenti reali del proprio corpo vengono rifiutati e osteggiati in tutti i modi possibili in natura o attraverso il ricorso della medicina e della chirurgia. Ogni individuo trans trova poi un equilibrio dopo una fase di sofferenza e cambiamento, nella quale spesso deve affrontare soprattutto i problemi di rifiuto e di emarginazione da parte della società e della propria famiglia, ma non sono rari i casi in cui dopo diversi anni lo stesso trans decida di proseguire ulteriormente o completare il percorso di trasformazione oggi possibile.
Travestirsi, truccarsi e sentirsi dell'opposto genere sessuale è sempre stato possibile (Transgender), trasformarsi fisicamente lo è solo da pochi decenni (Transessuale). In effetti anche se desiderata dai trans la trasformazione completa rimane una chimera irraggiungibile perché ancora non siamo in grado di trasformare geneticamente un soggetto XX in XY o viceversa, né siamo in grado di permettere la trasformazione delle gonadi e degli apparati riproduttivi interni nel loro opposto (soprattutto dell'utero necessario per la gravidanza, che nell'uomo corrisponde alla prostata). Esistono ancora un problema psicologico e uno sociale da approfondire e da affrontare in attesa che i progressi della medicina cambino il panorama finora spiegato. Ogni persona desidera cambiare o accetta il proprio corpo in modo diverso a seconda dell'influenza della società e della cultura ma anche sulla base di evidenti deficit fisici oppure di motivazioni psicologiche profonde. I trans appartengono sicuramente a quest'ultimo gruppo (ma questo vale anche per chi cambia il colore della propria pelle in modo radicale) appunto per l'irreversibilità delle trasformazioni e per la necessità primaria di cambiare proprio l'identità di genere altrimenti stabilita dai cromosomi. Molte teorie psicanalitiche si sono scontrate a favore o contro l'opportunità di permettere queste trasformazioni ma ogni tentativo di considerare psicotiche le persone transessuali (come invece lo sono ad esempio le persone che soffrono di gravi somatizzazioni o di gravi dispercezioni del proprio corpo, come le anoressiche) è fallito a danno dei soggetti sottoposti alle più assurde terapie mediche o pseudo-tali.
La comunità internazionale di psicologi e di psichiatri oggi considera il fenomeno trans come una patologia psichiatrica solo al fine di giustificare il trattamento medico e chirurgico altrimenti illecito. La trasformazione corporea secondo le richieste della persona transessuale è quindi proprio la terapia alla cosiddetta patologia (disturbo disforico dell'identità di genere) che altrimenti potrebbe solo aggravarsi a danno del soggetto. Il soggetto trans non curato con ormoni o con la richiesta chirurgia estetica è l'individuo malato psicologicamente che guarisce attraverso l'intervento del medico o del chirurgo e quindi trasformandosi come desidera. Rimane il vincolo legale di una psicoterapia al fine di accertare non l'identità di genere della persona, sulla quale materia nemmeno Freud aveva le idee molto chiare, ma l'assenza di altre patologie psichiatriche che potrebbero portare una persona a richiedere comunque una castrazione ma con finalità ed effetti assolutamente imprevedibili e pericolosi per la stessa persona.
Dal punto di vista sociale la condizione dei transgender e transessuali non è affatto limpida. Oggi solamente Sky trasmette un programma dai campus americani, dove oggi molti trans possono studiare e vivere le emozioni e le difficoltà di tutti i giovani loro coetanei. Sono invece pochissimi in Italia i trans che superano da soli l'adolescenza, mantenendo la capacità di lavorare e di studiare, spesso perché iniziano il loro percorso di trasformazione dopo essersi garantiti il cosiddetto minimo sindacale. Nella maggior parte dei casi è durante l'adolescenza che si iniziano ad usare gli ormoni, a travestirsi o ad apparire in modo naturale come donne (i transgender sono come l'onorevole Luxuria quelle persone che non usano né ormoni né chirurgia per apparire del sesso opposto ma sono persone transgender in modo diciamo "naturale e transitorio").
A questo punto l'identità di genere diventa la discriminazione, la stessa che subiscono tutte le donne ed è proporzionale alla discriminazione da esse subita. Le conquiste delle donne nel mondo sono le conquiste dei transessuali e per traslato anche degli omosessuali, ma le conquiste dei transessuali in un clima omofobo o clericale sono contrastate in Italia in modo autolesionista dalle stesse donne per i motivi che ora spieghiamo. Questa società continua ad insegnare che essere donne è un disvalore e quando l'effeminatezza o il transgenderismo diventano evidenti nel maschio, nel figlio maschio, nel divino maschio portatore di pene ma soprattutto di tutti i beni offerti, dalla società tribale come da quella moderna, l'abisso si spalanca. In Cina le bambine vengono regolarmente abortite o subiscono l'infanticidio, le donne afgane sono eliminate da un pesante lenzuolo color cielo, nel resto del mondo arabo il femminile è negato o limitato da leggi religiose e da veli più o meno coprenti, in Africa la donna è un oggetto sessuale liberamente utilizzabile, nel mondo occidentale una donna studia più di un uomo ma guadagna la metà e di solito solo lei deve girare mezza nuda per contratto.
Le transessuali F>M (dal femminile al maschile) sono dei maschiacci all'inizio del loro percorso, che fanno divertire e al limite non interessano sessualmente il gruppo di maschi del quartiere o della famiglia e destano, di solito, minore preoccupazione. Quando la trasformazione è completa, essendo difficile vedere anche nelle proprie mutande, i trans F>M tendono a mimetizzarsi meglio in un nuovo gruppo di amicizie. In ogni caso il voler essere uomini non è affatto contrastato dalla società moderna con la stessa forza, che vede sempre nel maschile quei valori positivi con i quali pretende di crescere. Al contrario osare perdere la dignità del maschio per decadere al ruolo socialmente infimo di donna è invece considerato inaccettabile anche da parte delle madri e delle altre donne della propria famiglia.
Ai trans M>F (dal maschile al femminile) tocca ancora la sorte in Italia di doversi spogliare per lavorare, quindi prostituirsi come unica risorsa per sopravvivere ma soprattutto per pagarsi le esose cure mediche e chirurgiche, che oggi solo in Spagna sono diventate finalmente gratuite. Le famiglie non sempre abbandonano i Trans, che nei quartieri popolari di Napoli diventano anzi a ragion veduta produttori di reddito e quindi soggetti sfruttati in cambio di quel raro affetto, che ad esempio l'ultimo film di Andrei "Mater Natura" ha voluto romanticamente esaltare. Per ogni seno rifatto un transessuale non deve insomma guadagnare solo la cifra da pagare alla clinica privata, ma anche un ulteriore ingente tangente per giustificare socialmente la propria esistenza. Lo sfruttamento inizia appunto nell'adolescenza in ragazzi assolutamente indifesi che la società perbenista allontana dalle scuole abbandonandoli al proprio destino.
Poche famiglie ricche proteggono i propri pargoli, più spesso in quel caso cacciati di casa e quindi costretti ugualmente alla prostituzione, magari quella controllata dalla camorra. Destano stupore mediatico e reazioni avverse queste creature destinate all'inferno dell'emarginazione sociale quando sfilano vistosamente durante i gaypride svestiti in atteggiamenti sessualmente scandalosi: ma se avessero potuto studiare e lavorare come tutti gli altri, credete davvero che si proporrebbero in quel modo? Io credo proprio di no a ragion veduta con l'eccezione dei trans brasiliani, molto di moda a Napoli in Via Verdi cioè sotto la sede del Comune, per i quali il carnevale è arte e vita: l'unica vita possibile a causa della carenza di supporto sociale e politico.
Le conseguenze dell'abbandono scolastico sono ovviamente la prostituzione ma anche l'abuso di droghe pesanti, perchè i clienti (ricchi borghesi e camorristi) o gli sfruttatori ne fanno ampio uso e commercio. A questo punto il giro dell'inferno si chiude intorno alla figura di Enzo Taglialatela, morto sulla rotonda di Melito, arso vivo dalla camorra per motivi tutti da stabilire, senza che la giustizia o l'opinione pubblica si sia fatta mai carico di trovare o condannare i colpevoli.

Bellissimo articolo, molto interessante ed esaustivo.
Anche se non e’ vero che solo in Spgna le cure sono gratis…
Un bacio,
Paola
ciao paola dov’è oltre la spagna e possibile fare la transazione a carico dello stato senza dover affrontare nessuna spesa? grazie mille è importante x me saperlo.
Cara Terry, Paola non può risponderti, si è disiscritta molto tempo fa, leggi pure la data del post e della sua replica …
Proverò a risponderti:
1) Il percorso di transizione è gratuito in tutta Italia grazie alla legge 164/82, ovviamente occorrono delle indagini e analisi pre-percorso a cui ognun* si deve sottoporre a salvaguardia della propria salute fisica e mentale pre e post intervento di riassegnazione chirurgica del sesso (RCS);
2) Alcune regioni passano anche le terapie sostitutive ormonali gratuitamente, di sicuro la regione Toscana, anche qui dopo un piano terapeutico che deriva da un percorso di transizione psico-fisico che la struttura del Servizio Saniario Regionale riconosce a chi risiede o ha domicilio in Toscana.
3) Ho sentito dire che la sola Regione Puglia passa anche la Mastoplastica addittiva (seno), da verificare, ma quasi sicuramente abche questa in un programma terapeutico come sopra indicato.
Tutte noi desidereremmo una cosa facile e veloce, ma siceramente credo che sia meglio così, soprattutto visto il livello di disinformazione e inconsapevolezza che molt* hanno o hanno avuto in passato.
Con affetto
Jasmine
Ciao Jasmine per la tua risposta e x tutte le delucidazione che mi hai fornito. te ne sn grato. Sò benissimo che non è facile e che è molto doloroso il percorso da fare, la mia domanda era posta al fine non solo d’informazione, ma anche perchè quando ci sono delle spese da sostenere tutto si complica ancora di più! è poi è ben noto che purtroppo x quelli cm noi trovare lavoro stabile, senza essere sfruttati o peggio fare una brutta fine(sulla strada) non è facile, ed è questa la mia paura! io ti dico sinceramente che x fare ciò dovro abbandonare la mia famiglia abito al sud e non lavoro(ho lavorato, lavori saltuari) quindi voglio tutelarmi il + possibile capisci? cumque ti ringrazio davvero x la risp. e….se vuoi possiamo diventare amici (io …..niente) cmq grazie ciao